Un guida online per scoprire la meravigliosa Porto Cesareo
Da Porto Cesareo a Torre Inserraglio
La costa è rocciosa e bassa e si eleva gradualmente fino a 5-6 metri verso Torre Inserraglio; solo Sant’Isidoro presenta una spiaggia, proprio nel mezzo delle due zone di riserva integrale. Le predette zone di riserva integrale “A”, sono caratterizzate da una rapida successione di terrazzamenti che raggiungono una profondità di circa 25 mt. anche a poche decine di metri dalla costa. Il fondo è roccioso e la sua caratteristica principale è costituita dalle tipiche “barriere coralline”, formazioni organogene edificate, fra le altre specie, dalla Clodacora coespitosa, il più grande madreporario coloniale mediterraneo.
Sulle “barriere coralline”,a pertire da 15 metri di profondità, si ergono grandissimi rami di spugna canna (axinella cannabina) inoltre sulla maggior parte delle spugne che incrostano il fondo si possono trovare decine di specie di nudibranchi.
Sottocosta quasi ogni piccolo anfratto ospita le bavose; doi ogni tipo e colorazione si lasciano fotografare in pochi centimetri d’acqua ad ogni ora del giorno.
Solo per la bavosa occhiuta è necessario organizzare battute di caccia fotografica notturne. Le popolazione del coloratissimo labride donzella pavonina è abbondantissima; inoltre da queste parti si aggira il labride più grande del Mediterraneo, lo scaro( Scarus Cretense) o pesce pappagallo, pesce tra i più belli del nostro mare e simbolo della vicina area protetta “Capo Rizzuto” sulla costa ionica della Calabria. Fra i pesci nostrani, lo scaro è forse quello che più somiglia ai pesci tropicali; si ciba sopratutto di celenterati e molluschi ed ha nella livrea un accentuato dimorfismo sessuale; nasce femmina con una livrea grigio-cenere per poi diventare maschio con colori molto evidenti evidenti rossi e gialli. I piccoli, tutte femmine si spostano in prossimità del fondo a gruppi anche di venti individui, da grandi si spostano quasi sempre in coppia. Negli anfratti e nelle grotte sottomarine lungo la costa, è quasi certo l’incontro con i cavallucci marini(Hippocampus Guttulatus) di colore giallo o rossiccio, facili soggetti per fotografie e per riprese subaquee che possono avvalersi dello sfondo giallo degli antozoi Parazoantus axinellae e delle numerosissime specie di spugne multicolori che ricoprono quasi completamente le pareti della grotta.
In questi anfratti si radunano numerosi re di triglia (Apogon imberbis); facili e ricercati per i fotosub per il colore rosso acceso della loro livrea, in estate questi pesci perdono ruoloo di primedonne, scalzate dai piccoli delle castagnole nere che presentano un intensa colorazione azzurro elettrico. Spesso queste grotte ospitano organismi tipici delle profondità marine; proprio dove il fondo è quasi completamente coperto dal coralligeno profondo, sono presenti alcuni rettili: quello più conosciuto è a circa tre miglia dalla costa adagiato alla profondità di circa 30 mt.
E’ il relitto di una nave militare americanan della II guerra mondiale che attira nei dintorni delle paratie e degli alberi, incrostati da alghe coralline, briozoi, tunicati e garganie, branchi di ricciole, palamite, lampughe e rari pesci serra che fanno strage di piccole monole e boghe.
All’interno trovano rifugio le aragoste e granceole, mentre dalle varie aperture fanno capolino grossi granchi e murene. Spesso i relitti di gigli di mare( antedon mediterranea) che con i loro brillanti colori fanno assumere alle lamiere contorte l’aspetto di un giardino fiorito creando uno scenario affascinante e inusuale.